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Termoidraulica e Pannelli Solari

Normative

Normative

Il settore dell'impiantistica termoidraulica, poiché ricadente tra le professioni raccolte nel D.M.37/08(ex legge 46/1990) è soggetto a severi dettami per ciò che concerne il campo della realizzazione-esercizio-messa in sicurezza degli impianti realizzati.

La regolamentazione di tale settore di divide in gruppi di leggi-decreti e norme ben distinte che, sin cominciando dal riconoscimento dei requisiti tecnico/professionali (legge 46/1990,D.M.37/2008) di chi opera sugli impianti, ne detta le linee guida per i dimensionamenti (legge 10/1991,D.lgs192/05,D.lgs 311/06) le modalità di messa in opera-sicurezza (uni-cig 7129-7131,D.M.12/96) e non ultimo, l'esercizio degli stessi (Dpr 412/93,Dlgs 192-311).

In breve, sapevate che:

Sin dall'entrata in vigore della legge n°10/1991 per la realizzazione o ristrutturazione parziale di un impianto termico:

• Il committente(il proprietario) è tenuto a far eseguire,prima della realizzazione dell'impianto,da parte di un professionista iscritto all'albo, un progetto per il calcolo del fabbisogno energetico dell'abitazione;
• Nel caso di abitazioni plurifamiliari(palazzi, villini a schiera,ecc.)tutti i generatori di calore destinati al riscaldamento ambienti, devono avere il condotto di scarico fumi convogliato sino al tetto;
• Solo nel caso di impianto termico esistente prima del 1992, in caso di sola sostituzione del generatore(caldaia), se tale scaricava i fumi in parete,può continuare a scaricare a parete.Deroga che invece decade in caso di ristrutturazione dell'impianto( rifacimento delle tubazioni di distribuzione).
Gli impianti termici la cui potenza è compresa tra 35 e 115 Kw, deve essere soggetta non più ai parametri dettati dalle norme uni-cig sole, ma deve essere eseguita in conformità ai parametri del D.M.12/1996 per quanto riguarda dimensioni e caratteristiche dei locali,e modalità di realizzazione. Tali impianti,oltre al necessario libretto d'impianto devono inoltre essere corredati di pratica depositata ed approvata all'ISPESL. Tale pratica si rende necessaria qualora due o più generatori, la cui somma delle potenze risulti superiore ai 35 kw, anche se a servizi di unità abitative separate, siano installate in ambiente unico, sia esso un locale o apposito vano tecnico.Gli impianti di potenza superiore ai 115 kw di potenza, devono essere corredati di certificato rilasciato e depositato presso l'ente per la prevenzione incendi(VV.FF).

Tutti gli impianti, indipendentemente dalla potenza, devono essere sottoposti a manutenzione regolare eseguita da professionisti abilitati, e che viene stabilita una distinzione tra interventi di manutenzione e controllo dell'impianto. Per gli interventi di controllo, i comuni al sopra dei 40.000 abitanti,e le province per quelli al di sotto di tale soglia, stabiliscono in maniera autonoma la cadenza delle verifiche tecniche.Per quanto riguarda la manutenzione (Dlgs 192/05-311/06) si stabilisce che le cadenze di manutenzione del generatore di calore devono seguire quelle di verifica, se non diversamente espresse dalle case costruttrici degli stessi.
Per gli impianti domestici, il D.M. 37/08 stabilisce che, se la potenza complessiva degli apparecchi a gas allacciati alla stessa linea gas, supera il limite di 50 kw,il dimensionamento(progetto) della stessa, deve essere eseguito da un professionista iscritto all'albo. Questo limite scende a 20 kw se il generatore di calore è allacciato ad un condotto di scarico fumi collettivo.
Altra norma che entra nello specifico in materia di impianti gas, è la norma uni-cig 7129 aggiornata ormai al 10/08, la quale recita, tralasciando i dettagli più specifici della posa, che:

• Non è possibile installare impianti gas in locali non aerabili(neanche indirettamente), in locali a rischio incendio, sottotraccia su muri di facciata;
• Ogni locale in cui è installato un piano di cottura o forno a gas che sia, oltre ad aperture di aerazione in caso di fuga(porte e finestre) deve essere munito di un foro verso l'esterno(opportunamente dimensionato con criteri stabiliti)per la ventilazione del locale.Tutto ciò per evitare la formazione di monossido di carbonio conseguentemente all'esaurimento dell'ossigeno in ambiente;
• Gli stessi locali devono essere dotati di cappe, che scaricano anche in parete, per lo smaltimento dei prodotti della combustione, qualora non ne sia possibile il collegamento all'esterno, è sufficiente la presenza di un elemento aspirante in ambiente,il cui funzionamento deve essere comunque simultaneo all'utilizzo dei fuochi stessi;
• Ogni apparecchio utilizzatore deve essere dotato di una chiusura dedicata, situata in posizione accessibile.